Colposcopia

 Voluminosa cisti di Naboth

Voluminosa cisti di Naboth

Cisti vaginali

Cisti vaginali

 

 "Colpite a fragola"

“Colpite a fragola”

Esiti di trattamento + endometriosi della cervice

Esiti di trattamento + endometriosi della cervice

 

Herpes vulvare

Herpes vulvare

Esiti di lacerazione da parto

Esiti di lacerazione da parto

Si definisce ectropion, l’eversione dell’epitelio cilindrico oltre l’orifizio uterino esterno. Può essere di entità variabile a seconda della superfice della cervice uterina interessata. Infatti, è possibile avere un ectopia fino ad 1/3, fino a 2/3 o oltre 2/3 della portio. Generalmente, quando la donna va in menopausa l’epitelio cilindrico risale nel canale cervicale e la giunzione squamo-colonnare (linea di contatto tra l’epitelio squamoso e quello cilindrico) risulta non visualizzabile all’esame colposcopico. La presenza di un ectopia espone la donna a due tipi di problemi determinati dalla minore resistenza di questo tipo di tessuto agli insulti infettivi e traumatici, ovvero maggiore frequenza di infezioni e perdite ematiche vaginali.

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I polipi cervicali costituiscono un reperto estremamente frequente e consistono in una crescita eccessiva e localizzata di tessuto endocervicale. Il sintomo più frequente e rappresentato dal sanguinamento vaginale irregolare, ma generalmente sono del tutto asintomatici. Possono essere di varie dimensioni e svilupparsi dall’esocervice o dall’endocervice. I polipi di piccole dimensioni di cui si visualizza la base d’impianto possono essere rimossi per torsione grazie ad una pinza ad anelli. Il materiale asportato deve essere sottoposto ad esame istologico per escludere la presenza di anomalie. Se la base d’impianto non è evidenziabile colposcopicamente, è necessario effettuare un’isteroscopia per verificarne la sede.

Polipi cervicali

Polipi cervicali

Polipi cervicali

Polipi cervicali

La zona di trasformazione anormale di grado 1 è caratterizzata dalla comparsa, dopo l’applicazione di acido acetico sulla portio, di aree di demarcazione variabile con reazione bianca o grigio-bianca. Generalmente si osserva una reazione più lenta e meno intensa rispetto alle lesioni di secondo grado. A questo quadro di epitelio bianco sottile, si possono accompagnare anomalie vascolari: puntato regolare e mosaico regolare. Quando sono presenti queste alterazioni a carico della cervica uterina, è necessario effettuare una biopsia mirata nella zona con le anomalie maggiori ed analizzare il campione per effettare una corretta diagnosi istologica e programmare un adeguato iter terapeutico.

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La zona di trasformazione anormale di grado 2 è caratterizzata dalla comparsa, dopo l’applicazione di acido acetico sulla portio, di aree di demarcazione variabile con reazione bianca o grigio-bianca. Generalmente si osserva una reazione più intensa e rapida rispetto alle lesioni di secondo grado. A questo quadro di epitelio bianco ispessito, si possono accompagnare anomalie vascolari: puntato irregolare e mosaico irregolare. Quando sono presenti queste alterazioni a carico della cervica uterina, è necessario effettuare una biopsia mirata nella zona con le anomalie maggiori ed analizzare il campione per effettare una corretta diagnosi istologica e programmare un adeguato iter terapeutico.

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Grazie all’esame colposcopico, oltre ad individuare le lesioni precancerose, è possibile identificare anche il carcinoma della cervice uterina. I quadri colposcopici che caratterizzano questo tipo di tumore sono: atipie vascolari (vasi a forcina, a grappolo, ect.), irregolarità della superfice della portio, sbocchi ghiandolari ispessiti. Tuttavia, come nel caso delle lesioni precancerose, la diagnosi è istologica.

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