L’isterosalpingografia è un’esame diagnostico fondamentale per valutare la morfologia di utero e tube. Ovviamente è possibile esaminare il decorso e calibro tubarico solo se queste ultime sono pervie. Molte donne, infatti, eseguono questa procedura proprio per analizzare quest’organo (le tube) che non è valutabile tramite l’ecografia o l’isteroscopia. Il ginecologo, dopo aver applicato lo speculum vaginale, inietta piccole quantità di mezzo di contrasto nella cavità uterina e contemporaneamente viene effettuata una sequenza di radiografie pelviche per evidenziarne il passaggio. Se le tube sono pervie, il mezzo di contrasto, grazie alla pressione effettuata dal ginecologo, attraverso le tube raggiunge lo scavo pelvico. Prima di effettuare questo esame è fondamentale sapere se la paziente è un soggetto allergico, in modo da poter effettuare una adeguata profilassi antiallergica. Altro fattore da considerare, è l’eventuale presenza di infezioni cervico-vaginali che costituiscono una controindicazione all’esame, per la possibilità di veicolare gli agenti infettivi nella cavità uterina e, attraverso le tube, nella pelvi. E’una procedura di breve durata e che in genere non provoca particolari fastidi per la paziente, se non piccoli crampi pelvici simili ai dolori mestruali. Chiaramente, se sono presenti patologie tubariche (tube non pervie), possono essere avvertiti dolori più intensi per la pressione esercitata dal mezzo di contrasto. L’esame va effettuato nei primi quattordici giorni del ciclo mestruale e dopo averlo eseguito possono essere presenti piccole perdite di sangue dai genitali che tendono a scomparire dopo circa 24-48 ore.
In definitiva, dunque, l’isterosalpingografia costituisce uno strumento indispensabile nell’iter diagnostico di una coppia con problemi di sterilità, pur avendo il limite di non poter verificare se effettivamente le tube, pur pervie e anatomicamente sane, funzionino correttamente.

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