La menopausa costituisce una tappa fondamentale nella vita di una donna, non solo dal punto di vista biologico, ma anche per quanto concerne l’impatto psicosociale di questo delicato periodo. Oggi, infatti, le donne trascorrono circa un terzo della loro vita in postmenopausa. Per menopausa si intende la cessazione permanente delle mestruazioni a causa dell’esaurimento del patrimonio follicolare ovarico; per cui, è necessario attendere 12 mesi di amenorrea e verificare i dosaggi ormonali per poter definire che una donna è entrata in questa fase della vita. Le carenze ormonali (estrogeni e progesterone) tipiche di questo periodo, possono provocare sintomi caratteristici come le vampate di calore, sudorazioni, alterazioni uro-genitali, insonnia, ansia, depressione, irritabilità. Spesso, la menopausa è preceduta da periodi estremamente variabili in cui si verificano alterazioni del ciclo mestruale. Tuttavia, gli effetti più pericolosi determinati dall’interruzione dell’attività ovarica e quindi dalla carenza di estrogeni, si verificano a distanza di anni dall’insorgenza della menopausa. Questi ormoni, infatti, possiedono un ruolo protettivo fondamentale nei confronti del sistema nervoso centrale, dell’apparato cardiovascolare e sull’osso. È chiaro dunque che la figura del ginecologo assume una duplice valenza, da un lato deve essere in grado di chiarire alla paziente quali sono i cambiamenti che dovrà affrontare e aiutarla in questo delicato passaggio; dall’altro prevenire l’eventuale insorgenza delle patologie legate alla menopausa.

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