La patologia cervico vaginale comprende un ampio spettro di problemi: infettivi, oncologici, dermatologici, che portano la donna a rivolgersi più frequentemente al ginecologo. La risoluzione di infezioni vaginali croniche non può prescindere da un’accurata conoscenza della fisiologia dell’ambiente vulvo-vaginale; infatti, terapie non specifiche possono peggiorare notevolmente il quadro clinico della paziente. Le infezioni più frequentemente diagnosticate sono la vulvovaginite da candida, la vaginosi batterica e la vulvovaginite da Trichomonas.

Il 75% delle donne manifesta almeno una volta nella vita un episodio di vulvovaginite micotica (determinata dalla Candida),e circa il 5-9% delle pazienti sviluppa una forma recidivante. E’importante sapere che è un’infezione opportunistica di origine endogena, e che ne esiste anche una forma asintomatica. I sintomi sono: bruciore, irritazione, presenza di secrezioni bianche caseose.

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La vaginosi batterica è caratterizzata dalla sostituzione della flora lattobacillare fisiologica vaginale, con una flora patogena. E’presente un’enorme quantità di batteri in vagina, costituiti principalmente da Gardnerella vaginalis. Clinicamente si presenta con la presenza di perdite maleodoranti di colore bianco-grigio, raramente associate a prurito e bruciore.

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Il Trichomonas vaginalis è un protozoo, asintomatico nell’uomo (portatore asintomatico), ma che determina nella donna la tricomoniasi. Anche in questo tipo di vulvovaginite il sintomo più frequente è rappresentato dalla presenza di perdite maleodoranti (giallo-verdi schiumose), ma in questo caso sono spesso associate a prurito vaginale.

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Discorso a parte merita l’infezione da Papillomavirus. Questo virus, infatti, ha un ruolo fondamentale nello sviluppo del cancro della cervice uterina, rappresentando il prerequisito essenziale nell’insorgenza di questa patologia. E’ stato dimostrato che la persistenza di alcuni sierotipi virali ad alto rischio oncogenico (16, 18, 31, 33 e 45) può determinare una serie di alterazioni cellulari che, se non trattate adeguatamente, portano allo sviluppo di questa malattia.  Ne esistono più di 100 diversi tipi, e la maggior parte delle infezioni sono subcliniche o asintomatiche. E’stato stimato che il rischio di contrarre un’infezione da HPV durante la vita è del 79%, e sebbene la modalità di trasmissione principale sia correlata ai rapporti sessuali, è possibile il contagio per contatto diretto di cute e mucose infette. Nella maggior parte dei casi l’infezione è transitoria, ma in caso di immunodepressione, si possono sviluppare lesioni a carico della cervice uterina (CIN), della vulva (VIN), della vagina (VAIN), o condilomi che possono insorgere in ognuna di queste sedi.

 Condilomatosi florida a carico della cervice uterina.

Condilomatosi florida a carico della cervice uterina.

 Condilomatosi florida perineale e perianale.

Condilomatosi florida perineale e perianale.

 Due quadri colposcopici di epitelio bianco a carico della cervice uterina.  Due quadri colposcopici di epitelio bianco a carico della cervice uterina.

Due quadri colposcopici di epitelio bianco a carico della cervice uterina.

 

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